Storia
La Valsesia ha conosciuto la presenza umana fin dalla Preistoria.
Presso il Monte Fenera, ricco di grotte nella parete ovest, sono stati ritrovati resti di animali e dell'uomo di Nehandertal.
I Sicciani furono i primi abitanti certi del luogo, a cui si mescolarono i Liguri, ed erano nomadi che si dedicavano all'attività della pastorizia e della caccia.
Diverse leggende presentano i Sicciani come una popolazione dal temperamento forte e dall'indole combattiva che lottarono a lungo contro le invasioni dei galli.
I Liguri furono sottomessi ai Romani, che colonizzarono la Valle inglobandola nella Gallia Transpadana.
Durante l'impero di Augusto, fu implementato il sistema stradale, fino ad allora minimo.
Sotto l'imperatore Costantino l'area entrò a far parte delle Alpi Cozie.
Successivamente al 313 d.C, con l'Editto di Milano, venne diffuso in tutta la valle la religione del cristianesimo, fino ad allora pressoché sconosciuto. Le popolazioni infatti seguivano culti pagani e feticisti, che vennero via via abbandonati, o comunque passarono in secondo piano, per lasciare posto a questo 'nuovo'Credo.
Vennero così costruite le prime chiese in primo luogo a Borgosesia, Valduggia, Roccapietra, Varallo.
Nel Cinquecento la valle venne sottomessa ai Longobardi, che però nel 774 presso Mortasa sono sconfitti dall'esercito di Carlo Magno: la Valsesia entrò a far parte della Marca d'Ivrea.
Diversi signori si contesero il feudo della valle, fino a che nel 1070 si stabilirono i Conti di Biandrate.

Essi concesseo ai valsesiani di organizzarsi in comuni.
Guido il Grande appoggiò l'imperatore del Sacro Romano Impero, Federico il Barbarossa e per questo ottenne privilegi e favori.
Decaduto l'imperatore, anche i Biandrate andarono via via perdendo il loro prestigio e diversi comuni ottennero piena autonomia: Varallo, Rocca Pietra e Quarona, Seso (l'attuale Borgosesia) Agnona, Vanzone.
Durante il XIII secolo si inaspriroono le lotte tra Novara e Vercelli per impossessarsi del territorio ma i valsesiani si ribellarono poiché desideravano l'autonomia : nacque così l'Università dei Comuni di Valsesia, suddivisa in Corte Superiore, con a capo Varallo, e Corte Inferiore, con capitale Valduggia.
Nel 1395 la Valsesia divenne possesso del Ducato di Milano e successivamente dei Francesi nel 1515 e degli Spagnoli nel 1522. Nel 1707 passò sotto i Savoia.
La rivoluzione francese fu particolarmente sentita dai valsesiani, che sostenevano le idee di libertà ed uguaglianza.
Nel 1800 venne posto il fiume Sesia come confine tra l'Italia e la Francia: la Valsesia venne dunque spezzata in due politicamente parlando: ciò causò una crisi economica nella valle che venne tra l'altro privata dei privilegi di cui aveva fino allora goduto.
Solo nel 1814 l'intera valle venne inglobata al Piemonte.
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